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gennaio 2010
FIAT: auto ibrida entro 10 anni
l petrolio? Può arrivare a 200 dollari al barile. Ma per l'auto ibrida bisognerà aspettare ancora 10 anni e 30 per quella a idrogeno. Metti una sera al Teatro Sociale di Trento il "precario" in Fiat Sergio Marchionne (così si è autodefinito lui stesso, «perché la maggior parte del mio reddito è variabile, quindi senza risultati porto a casa zero») a rispondere alle domande del direttore del "Sole 24 Ore" Ferruccio de Bortoli. Fuori dal teatro, in attesa dell'evento che ha chiuso la penultima giornata del Festival dell'Economia domenica 1 giugno, si era formata una fila lunga più di un centinaio di metri. Mentre stava per iniziare l'incontro pubblico con l'amministratore delegato della Fiat, che vestiva l'ormai classico maglioncino blu, dedicato a "L'impresa e le sfide del futuro", in sala c'è stato un «fuori programma»: un sindacalista della Cgil ha preso la parola dalla platea, per attirare l'attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, accusando «le aziende, e in particolare Confindustria, di ambiguità». ll sindacalista ha anche chiesto che venga dato più spazio ai temi del lavoro al Festival dell'Economia.
«La Fiat di oggi è in linea con quello che chiedeva il sindacalista – ha risposto Marchionne in apertura – ma abbiamo avuto incidenti inaspettati. La maggior parte di essi potrebbe essere evitata rimanendo fedeli al sistema di regole presenti all'interno dell'azienda. Il nostro impegno è nel continuare l'educazione dei nostri». Il dibattito, guidato da Ferruccio de Bortoli, è decollato con una serie di domande sulla crisi finanziaria e i rischi dei mutui "subprime" per arrivare a un veloce excursus sull'auto del futuro: «L'ibrida fra dieci anni, quella ad idrogeno fra trenta, perché ci sono da superare enormi problemi infrastrutturali, anche se il pericolo ambientale è gravissimo, il che giustifica la ricerca che si sta facendo sull'impiego di biocarburanti». Peraltro «il discorso energetico non è stato ancora analizzato bene» e in Italia «non ci sono condizioni per creare una rete di distribuzione».
«Abbiamo comunque – ha proseguito – un problema di CO2 che non è solo europeo ma mondiale. Non è soltanto l'auto che crea inquinamento ma - ha concluso - ne fa parte».
fonte:Il Sole 24ore |